Quando ci si approccia allo yoga o si approfondisce la pratica, è normale sentirsi talvolta smarriti di fronte alla lunghissima lista di asana esistenti, sia nel momento di eseguirle che nel cercare di ricordarle. Tuttavia, lo yoga non è affatto una sequenza casuale di movimenti.
Dietro il Vinyasa si nasconde un’architettura intelligente e precisissima. Tutte le posizioni che conosciamo, infatti, non sono entità isolate, ma appartengono a gruppi ben definiti: le Famiglie di Asana.
Questa classificazione non si basa solo sulla biomeccanica del corpo, ma ci offre una vera e propria mappa per comprendere come stiamo lavorando a livello fisico, energetico ed emotivo. Conoscere queste famiglie ci aiuta ad approfondire il modo in cui viviamo la pratica.
Esploriamo insieme le 9 famiglie principali e scopriamo cosa hanno da insegnarci, dentro e fuori dal tappetino.
1. Posizioni in Piedi – Standing Asana: Le tue fondamenta
Pensa alla Montagna (Tadasana), al Guerriero I e II (Virabhadrasana) o alla Sedia (Utkatasana). Queste asana sono le fondamenta della nostra pratica.
- Fisicamente: Partono dal radicamento dei piedi e attivano intensamente gambe, glutei e anche. Sviluppano stabilità, forza e proteggono le articolazioni.
- Energeticamente: Stimolano Muladhara, il Chakra della Radice. Ci connettono alla terra, ricaricandoci di energia vitale e solida.
- Emotivamente: Generano sicurezza e radicamento. Riducono le fluttuazioni della mente e simboleggiano la nostra capacità di stare saldi sulle nostre gambe di fronte alle difficoltà della vita.
2. Equilibri in Piedi – Standing Balance: La centratura nel caos
Asana come l’Albero (Vrksasana), l’Aquila (Garudasana) e tutte quelle posizioni su una gamba sola, sfidano la gravità riducendo la nostra base d’appoggio.
- Fisicamente: Lavorano profondamente sulla propriocezione, rinforzando la gamba portante e richiedendo una forte attivazione del “core” (il centro addominale).
- Energeticamente: Richiamano l’energia dispersa convogliandola al centro (Manipura Chakra), unita al forte radicamento verso il basso.
- Emotivamente: Richiedono un focus assoluto, armonizzando gli emisferi cerebrali. Simboleggiano la capacità di mantenere la calma e il proprio centro interiore anche quando tutto, intorno (o dentro di noi), si muove o vacilla.
3. Piegamenti in Avanti – Forward Bending: L’arte dell’abbandono
In asana come la Pinza (Paschimottanasana) o Uttanasana, il corpo si ripiega dolcemente su se stesso.
- Fisicamente: Creano un allungamento intenso di tutta la catena posteriore (gambe e schiena) e decomprimono la colonna vertebrale.
- Energeticamente: Hanno un effetto rinfrescante e calmante. Attivano il sistema nervoso parasimpatico, inducendo il corpo al riposo e alla conservazione dell’energia.
- Emotivamente: Sono le asana dell’introspezione e dell’umiltà. Ci insegnano ad abbandonare l’ego, a non trattenere le tensioni e a “lasciar andare” il passato.
4. Inarcamenti – Back Bending: Aprire il cuore con coraggio
Il Cobra (Bhujangasana), l’Arco (Dhanurasana) o il Ponte (Urdhva Dhanurasana) propongono il movimento opposto ai piegamenti in avanti.
- Fisicamente: Rinforzano i muscoli dorsali e aprono profondamente tutta la parte anteriore del corpo. Sono un toccasana per contrastare la tipica postura curva che assumiamo stando al PC.
- Energeticamente: Sono asana riscaldanti e stimolanti. Attivano il sistema simpatico e accendono Anahata, il Chakra del Cuore.
- Emotivamente: Esponendo il petto (lo “scrigno” delle nostre emozioni), ci rendono vulnerabili. Spesso incontriamo resistenze in queste asana, ma praticarle dissolve la tristezza, promuovendo gioia, coraggio e fiducia.
5. Torsioni – Twists: Purificazione e nuove prospettive
Dal Triangolo Ruotato (Parivrtta Trikonasana) alla Mezzaluna Inversa, i twist sono posizioni che vanno letterlamente a “strizzare” i nostri organi interni e a liberare tossine.
- Fisicamente: Idratano i dischi intervertebrali, massaggiano gli organi interni, stimolano la digestione e offrono un profondo effetto detox.
- Energeticamente: L’azione di strizzare e rilasciare purifica le Nadi (i nostri canali energetici) e ravviva il fuoco digestivo.
- Emotivamente: Fanno “pulizia” dei pensieri stagnanti e delle emozioni bloccate. Simboleggiano la nostra capacità di adattarci e di guardare la vita da una prospettiva diversa, laterale e inedita.
6. Aperture delle Anche – Hip Openers: Sbloccare le emozioni
Asana celebri, e spesso temute, come il Piccione (Eka Pada Rajakapotasana) o la Spaccata (Hanumanasana).
- Fisicamente: Migliorano la mobilità del bacino, sciogliendo tensioni croniche in una zona dove tendiamo ad accumulare fortissimo stress muscolare.
- Energeticamente: Sbloccano Svadhisthana (il Secondo Chakra), il centro dell’acqua, del piacere, della sessualità e dell’energia creativa.
- Emotivamente: Le anche sono considerate il “cassetto” anatomico dove riponiamo le emozioni represse. Lavorare qui significa affrontare paure inconsce e imparare a fluire con la vita senza opporre resistenze.
7. Equilibri sulle Braccia – Arm Balance: Sfida e giocosità
In posizioni come il Corvo (Bakasana), le nostre fondamenta passano dai piedi alle mani.
- Fisicamente: Richiedono forza nei polsi, nelle braccia e nelle spalle, ma soprattutto un controllo totale del core per gestire il peso del corpo in sospensione.
- Energeticamente: Spostano l’energia verso l’alto e accendono il fuoco della trasformazione.
- Emotivamente: Rappresentano il superamento dei nostri limiti psicologici. Sviluppano un forte senso di autoefficacia, regalandoci la leggerezza e la giocosità del nostro “bambino interiore”, che cade e si rialza sorridendo.
8. Inversioni: Capovolgere il mondo
Dal Cane a testa in giù (Adho Mukha Svanasana) fino alla Verticale sulla testa (Sirsasana), si tratta di posizioni in cui il cuore si trova più in alto della testa.
- Fisicamente: Facilitano il ritorno venoso, attivano intensamente la circolazione e rinforzano l’addome e la parte superiore del corpo.
- Energeticamente: Invertono il naturale flusso del Prana e stimolano i chakra superiori (Ajna e Sahasrara), portando un profondo rinnovamento mentale.
- Emotivamente: Ci costringono letteralmente a capovolgere la nostra visione del mondo. Insegnano a superare la paura dell’ignoto e a lasciar andare la nostra ossessione per il controllo.
9. Posizioni del Centro – Core: Il nostro fuoco interiore
Asana come la Panca (Phalakasana) o la Barca (Navasana) sono le vere posizioni stabilizzatrici di tutta la pratica.
- Fisicamente: Attivano la muscolatura profonda dell’addome e si connettono ai sigilli energetici (come Uddiyana Bandha), proteggendo la zona lombare in ogni movimento.
- Energeticamente: Nutrono e accendono Agni, il nostro fuoco interiore. Generano un profondo calore che si irradia dal centro verso le estremità.
- Emotivamente: Sono le asana dell’empowerment. Sviluppano autostima, forza di volontà e la determinazione necessaria per trasformare le nostre intenzioni in azioni concrete.
Un viaggio di compensazione e fluidità
Le famiglie di asana offrono una chiave di lettura profonda dell’architettura dello yoga, dimostrando che si tratta di un complesso sistema olistico che unisce l’aspetto fisico a quello psico-emotivo.
È importante ricordare che, per una pratica completa ed equilibrata, queste famiglie non vivono mai isolate: si intrecciano, dialogano e si compensano all’interno di un flusso intelligente. Un intenso inarcamento, ad esempio, verrà sempre bilanciato da un piegamento in avanti di compensazione.
La prossima volta che srotolerai il tappetino, prova ad ascoltarti: qual è la famiglia di asana in cui ti senti più a casa? E invece, quale famiglia magari ad tendi evitare?
Durante la pratica è molto utile mettersi in ascolto delle proprie reazioni interne, poiché spesso le posture che cerchiamo di evitare con maggiore frustrazione nascondono blocchi emotivi o mentali e sono esattamente quelle di cui avremmo più bisogno per il nostro sviluppo personale.
Buona esplorazione e buona pratica!